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| schede dei film |
ALICE IN WONDERLAND
IL FIGLIO PIU' PICCOLO
SCUSA MA TI VOGLIO SPOSARE
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ALICE IN WONDERLAND
di Tim Burton
(Alice in Wonderland) REGIA:Tim Burton. SCENEGGIATURA: Linda Woolverton, Tratto da romanzi "Alice nel paese delle meraviglie" e "Attraverso lo specchio" di Lewis Carroll. INTERPRETI: Mia Wasikowska, Johnny Depp, Anne Hathaway, Helena Bonham Carter. FOTOGRAFIA: Dariusz Wolski (Formato:Panoramico/Colore). MUSICA: Danny Elfman (Colonna sonora: Dolby-Stereo). PRODUZIONE: Tim Burton Animation Co., Walt Disney Pictures. DISTRIBUZIONE: Walt Disney Pictures. GENERE: Fantastico. ORIGINE: USA. ANNO: 2010. DURATA: 108'. - T(R&C-i-a)
Per sfuggire a quello che considera un orribile destino - un fidanzamento organizzato in pubblico col nobile Hamish Ascot - la 19enne Alice Kingsleigh non vuole altro che uscire da quella situazione. Irrequieta e sognatrice, devastata dalla recente scomparsa del padre, la ragazza nel bel mezzo del party riesce a scappare da quell’ambiente vittoriano e dalle pressioni della madre, grazie alla provvidenziale comparsa di un Coniglio Bianco che la attira nel bosco. Quando Alice precipita in un cunicolo nel terreno si ritrova in un mondo splendido e sconosciuto. A ridarle il benvenuto in quel posto (Alice ci era già stata dieci anni prima ma lo ha completamente dimenticato) troviamo oltre a Bianconiglio, i grassi e litigiosi gemelli Pinco & Panco, lo Stregatto il viscido Fante di Cuori. A quel punto Alice scopre di essere oggetto di una profezia: sarà lei che dovrà trafiggere con una spada fatata il Jabberwock per porre fine al regno del terrore instaurato dalla Regina Rossa in quello che un tempo era il felice regno di fantasia della Regina Bianca. Sono il Cappellaio Matto e la Lepre Marzolina a raccontare alla fanciulla il suo destino…
* “La parte più difficile nella realizzazione del film - afferma Burton - è stato selezionare quali storie lasciare dai due libri di Carroll, "Alice nel paese delle meraviglie" e il suo seguito "Attraverso lo specchio". Ma questo è un lavoro che ha fatto meravigliosamente bene Linda Woolverton, la sceneggiatrice. Per quanto mi riguarda ho cercato di dare alla storia una cornice emotiva. Ci sono sempre strani personaggi, ma ognuno nel suo immaginario, porta con sé un tipo specifico di ‘stranezza mentale’ che appartiene a tutti noi. Un po’ il concetto universale di film come "Il mago di Oz", sono sempre un viaggio interiore, uno scandagliare la psiche umana ovvero mettere in scena quello che ogni bambino prova nel cercare di risolvere i suoi problemi”. Girato con le migliori tecnologie visive oggi disponibili (CGI, stop-motion, performance capture), Burton è riuscito a creare un mondo che lascia a dir poco strabiliati per bellezza e originalità, consacrandolo uno dei registi più visionari della sua generazione. Ancora una volta è il suo attore feticcio, Johnny Depp, nei colorati panni del Cappellaio Matto a guidarci in questo universo che da tanti anni accompagna lettori e spettatori. “Qualcosa che rimane così a lungo nel subconscio della gente - continua Burton - che parla il linguaggio dei sogni, che ispira tante menti creative, non può essere liquidato semplicemente come una storia per l’infanzia, cioè roba per bambini. Ecco perché ho voluto realizzare questa ennesima versione di Alice che è una completa rilettura per le nuove generazioni”.
IL FIGLIO PIU' PICCOLO
di Pupi Avati
Genere: Drammatico. Regia: Pupi Avati. Interpreti: Christian De Sica, Laura Morante, Luca Zingaretti (Bollino), Nicola Nocella (Baldo Baietti), Sydne Rome (Sheyla), Massimo Bonetti (Pilastro), Manuela Morabito (Betty Chirone), Alessandra Acciai (Dina Diasparro), Fabio Ferrari (Sainati), Alberto Gimignani (Carosi), Maurizio Battista (Nazareno), Matilde Matteucci (Roberta), Aurora Cossio (Zoe), Tiziana Buldini (Carlotta Moré), Pino Quartullo (elicotterista). Nazionalità: Italia. Distribuzione: Medusa Film. Anno di uscita: 2010. Sogg. e scenegg.: Pupi Avati. Fotogr.(Scope/a colori): Pasquale Rachini. Mus.: Riz Ortolani. Montagg.: Amedeo Salfa.
Dur.: 100'. Produz.: Antonio Avati per DueA Film in collaborazione con Medusa Film. - A
Dopo essersi fatto intestare i beni immobili della moglie, sposata in modo affrettato, l'industriale Luciano Baietti si sposta da Bologna alla campagna laziale dove si trova il centro dei suoi affari. Anni dopo, dentro il successo dei momenti d'oro si insinuano crepe sempre più grandi. Al punto che Bollino, il commercialista, consiglia Luciano di passare la mano, intestando quella holding fatta ormai di scatole vuote, al figlio minore Baldo, che vive a Bologna con la madre. Convocato d'urgenza, il ragazzo arriva in sede, firma e diventa titolare degli infiniti debiti da pagare. Ma la giustizia arriva, e Luciano finisce in carcere......"Questo film -dice Avati- conclude una trilogia che ha avuto per oggetto la figura del padre. Dopo "La cena per farli conoscere" (un padre fin troppo inadempiente) e "Il papà di Giovanna" (un padre fin troppo presente), questo terzo genitore é senza dubbio il peggiore dei tre. Si ricorda di avere un figlio solo per biechi motivi di interesse. Volevo anche mostrare quanto il successo economico condizioni ormai in modo irreversibile qualsiasi ambito del nostro vivere". Parallelo al tema del rapporto padre/figlio (anzi figli, perchè sono due, e il più grande é deciso nel rifiutare di vederlo), si snoda dunque anche quello dei guadagni illeciti e del profitto facile: scenario purtroppo molto presente nelle recenti cronache italiane. Potrebbe essere quindi un film di denuncia. Lo è infatti, ma secondo l'inconfondibile stile avatiano: legato ad una poetica che, anche in presenza del peggio, lo trattiene sul versante della malinconia, del dolore trattenuto, del rimpianto. Così, tra le pieghe del brutto, si fa strada una consapevole amarezza, una voglia di scavare nelle pieghe dell'animo. Dando spazio e presenza a quel candore e a quella purezza che, uniche, forse salveranno il mondo.
SCUSA MA TI VOGLIO SPOSARE
di Federico Moccia
Genere: Commedia. Regia: Federico Moccia. Interpreti: Raoul Bova (Alessandro 'Alex' Belli), Michela Quattrociocche (Niki), Andrea Montovoli (Guido), Luca Angeletti (Enrico), Francesca Antonelli (Susanna), Francesco Apolloni (Pietro), Michelle Carpente (Diletta), Beatrice Valente (Olly), Cecilia Dazzi (Simona), Ignazio Oliva (Flavio), Pino Quartullo (Roberto), Mariano Rigillo (Giovanni), Rossella Infanti (Cristina), Kiara Tomaselli (Claudia). Nazionalità: Italia. istribuzione: Medusa Film. Anno di uscita: 2010. Sogg.: Federico Moccia. Scenegg.: Federico Moccia, Luca Infascelli, Chiara Barzini. Fotogr.(Scope/a colori): Marcello Montarsi. Mus.: Claudio Guidetti.
Montagg.: Patrizio Marone. Dur.: 100'. Produz.: Arella Film, Medusa. - A
Alex, pubblicitario quarantenne, finalmente si decide e chiede a Niki, venti anni, di sposarlo. Lei accetta e cominciano i preparativi del matrimonio, compreso l'incontro tra i rispettivi, e diversissimi, genitori. Ma dopo un po' Niki, che ha conosciuto il coetaneo Guido ed è rimasta delusa da qualche atteggiamento di Alex, fa sapere che vuole rinunciare. Alex si rifugia in casa di Pietro, insieme ad altri amici che vivono situazioni matrimoniali precarie. Quando viene a sapere che è andata a Ibiza, Alex la raggiunge e, al microfono sulla spiaggia, le dichiara di nuovo il proprio amore. Così stavolta si sposano...Questo 'seguito' non si discosta poi tanto dal precedente "Scusa ma ti chiamo amore", grande successo di due anni fa. Del resto ormai le storie di Federico Moccia, prima romanziere e poi regista, sono ben conosciute e in gran parte prevedibili. Non c'è da spenderci sopra molte elucubrazioni. Sono fin troppo palesi e scoperte. Il quarantenne e la ventenne, i coetanei di lui e le coetanee di lei, i genitori ex sessantottini e quelli dell'alta borghesia, i lavori creativi, lo shopping: uno spartito che contiene tratti di indubbia realtà é piegato alla favola, al versante del 'soffro/non soffro', del 'ci vado o non ci vado', come linea dominante. Tutto è sfiorato, impalpabile, affronta momenti di vita, ma spesso in modo inconcludente. Lo spettacolo resta fine a se stesso e nell'insieme superficiale, rispetto ai temi e alle situazioni che affronta.
Ricordate di portare con voi la MovieCard, studiata per favorire la partecipazione e il dialogo con il pubblico, per usufruire delle agevolazioni previste.
Buona visione.
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